Sono Mattia Zanchin, un Software Tester con l’obiettivo di aumentare la qualità dei Software prodotti dalle aziende informatiche, rilevando e tracciando i bugs presenti al loro interno. L’obiettivo è aumentare la soddisfazione del cliente nel suo utilizzo, perché un software funzionante è sinonimo di fiducia e felicità. In termini economici, si traduce in una riduzione dei costi della successiva manutenzione.
Ma qual è il percorso che mi ha portato ad avere questo ruolo?
FORMAZIONE
La scelta di addentrarmi nel mondo informatico è arrivata alle scuole superiori, mentre frequentavo il biennio dell’ITST Kennedy di Pordenone. Nel secondo anno dovevo scegliere la specializzazione per il successivo triennio, ed ero indeciso tra meccanica ed informatica. Mentre ne parlavo con i miei genitori dico: “voglio far fare al computer quello che voglio”, mamma ed io ricordiamo ancora bene quel preciso momento. Da li la scelta era chiara: informatica.
Al termine del triennio ottengo il diploma di “Perito informatico”, e nell’autunno seguente decido di frequentare il corso di sviluppo di applicazioni integrate su dispositivi mobili dell’attuale ITS Alto Adriatico di Pordenone. Il corso trattava lo sviluppo di applicazioni native mobile, e alla fine del percorso ottengo il diploma di “Tecnico Superiore per applicazioni integrate su dispositivi mobili”.
Da qui, ha inizio il mio percorso come dev.
LAVORO
MOLO17
Dopo alcune esperienze di stage inizio a lavorare come sviluppatore Android in MOLO17, ed è in questo percorso che il CEO nota in me un lato metodico. Ne esce un confronto nel quale mi pone davanti ad una scelta: proseguire come sviluppatore, oppure intraprendere un nuovo percorso orientato agli aspetti funzionali dei Software. È Marzo 2017, e scelgo di intraprendere il nuovo percorso chiudendo definitivamente le porte al mondo dello sviluppo.
Da quel momento ho cominciato a testare le applicazioni che venivano realizzate, iniziando un percorso che mi vede ancora oggi come Software Tester.
In MOLO17 verificavo principalmente app native mobile (app android ed iOS per smartphone e tablet) e web app, controllando anche la responsività sui device mobile.
Non era l’unica mansione: tramite l’impostazione del Backlog e la redazione delle User Stories con Jira (prima in modo più descrittivo, successivamente usando Gherkin), spiegavo al team di sviluppo che cosa doveva essere implementato. Un esempio di software descritto e testato è Zulu .E, una soluzione realizzata per i servizi di emergenza medica.
Nel processo di sviluppo avevo un duplice ruolo: capivo cosa dovevo verificare scrivendo i requisiti e, a sviluppi terminati, eseguivo i test veri e propri tramite la tecnica del test esplorativo.
L’esperienza in MOLO17 non si è fermata direttamente alla verifica del front end delle soluzioni realizzate, ma si è ampliata testando solamente le Api Rest di un progetto tramite Postman e, in piccole esperienze, nella verifica di applicativi realizzati con la realtà virtuale come l’addestratore virtuale per i futuri tecnici di radiologia dell’università di Udine.
BEANTECH
La carriera da Software Tester prosegue attualmente in beanTech, azienda di Udine nel quale vengo inserito nel team BAQ (Business Analysts & Quality) in SWA, area dedicata allo sviluppo delle web application. Divento il primo tester di effettivo ruolo in quest’area e, oltre all’attività di testing sui software, l’esperienza mi rafforza e mi fortifica su altri aspetti del controllo qualità: assieme ad una collega Tester abbiamo realizzato una Dashboard sulla qualità da poter usare in ogni singolo progetto, che mostra KPI numerici e alcuni grafici relativi all’andamento della fase di testing all’interno del software. Sempre con lei ho contribuito alla revisione di un documento aziendale che spiega che cos’è un bug e qual è suo ciclo di vita, dalla sua nascita fino alla chiusura per risoluzione o rifiuto.
L’esperienza si arricchisce anche nella fase di processo del bug: ho collaborato nella stesura di un processo di gestione dei bugs per la Business Unit di cui faccio parte.

PASSIONE
Trovare bugs in primo luogo è una responsabilità, perché è importante ottenere un bel risultato finale, con Software funzionanti e clienti soddisfatti del lavoro ricevuto. È responsabilità anche in termini di cultura: non tutti ne comprendono il reale valore e reale potenziale, perciò va diffuso per spiegarne i vantaggi e il reale potenziale.
E alla fine per me è una passione, e citando una frase di Enzo Ferrari:
